Dietro le quinte

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Succede sempre così: passo dall’ordine maniacale al caos più completo, dove non rimane neanche mezzo centimento quadrato libero dove appoggiare alcunché.
Mezzo orecchino montato, una collana a cui manca solo la chiusura, pinzette e materiale da assemblare OVUNQUE.
Ma il bello è che so esattamente dove è ogni cosa, a parte quegli orecchini dalia grigi e verdi – il mio modello preferito.
Quelli sì, sono spariti veramente e non li trovo più, sigh.

Questa pagina vuole svelarvi cosa c’è dietro le quinte di That’s mine!, una specie di behind the scenes per mostrarvi il mio mondo, quello dietro la macchina fotografica che scatta le immagini che vi mostro e che siete abituate a vedere sul sito, sulla pagina Facebook o sul profilo Instagram.
Un mondo fatto da una scrivania gialla (quella della mia adolescenza) e un mobiletto bianco pieno di scatole che contengono pochi semplici attrezzi e tanti materiali, un angolo che a me piace chiamare laboratorio.

Benvenute, allora.
State attente ai fili colorati, alle catenine ingarbugliate, alle scatole per terra.
E attenzione a tutte le perline cadute sul pavimento. Sono più di quelle contenute e riordinate nelle confezioni.

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That's mine! colors

Come nascono i bijoux That’s mine!?
Le tecniche usate sono tante e diverse, perché è bello variare sia materiali che strumenti e prendere il meglio del meglio.

Orecchini Dalia
Al momento sono in grande produzione gli Orecchini Dalia. A partire da una filigrana a forma di fiore, in resina leggerissima, ricamo a mano piccole perline sfaccettate una per una, fino ad ottenere un disco scintillante. Il passo successivo è poi quello di vagare alla ricerca di fili in morbido cotone dello stesso colore (facendo impazzire le commesse: “no, mi serve un po’ più verde, meno chiaro, più brillante“) con cui poi annodo a mano due nappine da agganciare al fiore.

Et voilà!

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Dietro al ricamo di ciascun fiore ci sono all’incirca tre quarti d’ora di lavoro, spesso passati anche davanti a un bel film.
Quelli che realizzo d’estate immaginateli invece nati all’ombra di due alte magnolie nel giardino della casa in campagna!

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Se siete curiose di sapere come nasce un orecchino Dalia -o meglio, il fiore ricamato- ecco un piccolo video in cui vi porto con me dietro le quinte!

Collane Crochet
La prima volta che presi in mano un uncinetto era l’estate 1994, avevo 10 anni ed ero in campagna in vacanza. Per la mamma era giunta l’ora di insegnarmi quest’arte sopraffina.
Presi un gomitolo di lana gialla, tutta arricciata perché recuperata da chissà cosa e mi armai di tanto entusiasmo e volontà.
“Farò una sciarpa per l’inverno!”
E invece venne fuori una babbuccia.
Mi ricordo benissimo: quello che doveva essere un rettangolo man mano si arricciava tutto a causa dei punti saltati. Ero inesperta ma non mi arresi e continuai ad andare avanti con quell’arnese per me nuovo. Da qui la babbuccia. Che ovviamente ho ancora in qualche scatola nella casa di campagna.

Chissà perché poi l’uncinetto è stato messo da parte. L’ho recuperato solo ultimamente, la tecnica che uso non è complicatissima (le esperte la riconosceranno al volo).
Ma almeno non vengono fuori delle babbucce ma delle belle Collane Crochet.

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Bracciali Macramè
Una delle tecniche che mi piace di più poi sono i nodi macramè: ho costruito da sola un piccolo telaio con i mezzi che avevo intorno -poco estetico, molto artigianale ma assai funzionale- e da lì poi è stato difficile fermarsi.
E tutto l’entusiasmo è riuscito a passare a voi che avete fatto diventare i Bracciali Macramè uno dei best seller di That’s mine!

Sì, ok. Però ora facci vedere come fai!
Ecco un piccolo “dietro le quinte”, con tanto di telaietto artigianale in pole position per scoprire come annodo i braccialetti più colorati del mondo!