Collane con le nappe o Mala? Ecco spiegata la differenza.

That's mine collane mala nappine

Dall’anno scorso ogni esperta modaiola sa che impazzano collane e bracciali con le nappine di ogni colore, forma e materiale.
Fino a poco tempo fa solamente decorazioni appese alle chiavi degli armadi o al tappeto volante di Aladdin, quei ciuffetti di cotone colorato hanno il potere di trasportarti istantaneamente a Saint Tropez o a Formentera che tu sia a Milano, Pescara o Canicattì, a casa o in ufficio.

Sono una nota un po’ gipsy, coloratissima, quel tanto che basta per far passare le lunghe giornate al lavoro focalizzati sulla prossima vacanza.

Quello che pochi sanno è che questo amato accessorio in verità ha antiche origini e un valore altamente simbolico.
Si tratta infatti del mala, ossia di un rosario di origini indiane che aiuta il fedele a recitare i mantra buddhisti o le preghiere hinduiste.

Mala tibetano (credits)

I mala sono costituiti da 108 perline e da una più grande (stupa) dalla quale si parte nel conteggio delle preghiere e a cui spesso è applicata una nappa decorativa o un nastro.
Esistono diversi tipi di mala, a seconda della religione o del posto in cui ci si trova, decorati o no con perle intermedie “madri” o “padri”, come ad esempio quello buddhista, tibetano, indiano, mantra o zen ma anche sotto forma di bracciali, purché le perle siano un multiplo di nove.

La prossima volta quindi che indossate la vostra bellissima collana con la nappina, ovviamente That’s Mine!, ricordatevi che, mentre bevete un mojito con i piedi nella sabbia (o ci state pensando fortissimo), state portando al collo o al polso un mistico accessorio!